Storia marchio ITALA Pechino Parigi fino ad oggi: dalla leggenda alla ITALA 35, l'eredità di uno dei marchi più iconici d'Italia

02.09.2026
ITALA

Storia marchio ITALA Pechino Parigi fino ad oggi: dalla leggenda alla ITALA 35, l'eredità di uno dei marchi più iconici d'Italia

La storia del marchio ITALA comincia a Torino e passa per un'impresa che, ancora oggi, è considerata tra le più incredibili nella storia dell'automobile: la vittoria alla Pechino-Parigi del 1907. Da quel trionfo alla ITALA 35 che oggi si può provare da SVA Dakar, il filo che lega passato e presente non è nostalgia, ma un'idea precisa di cosa significhi costruire automobili italiane capaci di lasciare il segno.

1907: la corsa che nessuno pensava di poter vincere

Nel 1907 un gruppo di case automobilistiche europee accettò una sfida che oggi definiremmo folle: percorrere circa 16.000 chilometri da Pechino a Parigi, attraverso deserti, steppe e strade che spesso strade non erano affatto, su mezzi pensati per le città e non per settimane di terreno ostile. L'ITALA scelta per l'impresa era una 35/45 HP, equipaggiata con un motore da 7.433 cc e 45 cavalli, capace di superare i 95 km/h — una velocità considerevole per l'epoca — e modificata con doppi serbatoi laterali per affrontare le lunghe tratte senza rifornimento.

Alla guida c'era il principe Scipione Borghese, affiancato dal meccanico Ettore Guizzardi, responsabile della manutenzione lungo tutto il tragitto, e dal giornalista Luigi Barzini, inviato del Corriere della Sera, che raccontò l'impresa giorno dopo giorno ai lettori italiani rendendola un caso mediatico ante litteram.

Una sfida lanciata da un giornale, cinque equipaggi al via

L'idea del raid nacque da una domanda pubblicata il 31 gennaio 1907 sul quotidiano francese Le Matin: "Chi accetta di andare, la prossima estate, da Pechino a Parigi in automobile?". Circa quaranta equipaggi manifestarono interesse, ma alla partenza da Pechino se ne presentarono solo cinque: l'ITALA italiana, la Spyker olandese, due De Dion-Bouton francesi e un triciclo Contal, sempre francese. Fu proprio il fragile Contal a non sopravvivere alle prime difficoltà del percorso, inghiottito dal deserto del Gobi, dove mancavano completamente strade carrozzabili e punti di rifornimento per olio e benzina: ogni equipaggio doveva organizzare da sé la logistica dell'intero attraversamento, portando con sé tutto il necessario o affidandosi a depositi preparati in anticipo lungo il tragitto.

60 giorni, 16.000 km: il trionfo che rese ITALA leggenda

L'ITALA di Borghese, Guizzardi e Barzini completò il percorso in 60 giorni, tagliando il traguardo di Parigi con un margine straordinario: circa 20 giorni di vantaggio sulla concorrente più vicina. Non fu solo una vittoria sportiva: fu la dimostrazione, davanti al mondo intero, che l'ingegneria automobilistica italiana poteva competere e vincere nelle condizioni più estreme immaginabili per l'epoca, consolidando la reputazione di ITALA ben oltre i confini italiani.

È il tipo di storia che nessuna campagna pubblicitaria potrebbe inventare: un'auto, tre uomini, un continente da attraversare senza le certezze che oggi diamo per scontate — navigatori, assistenza stradale, strade asfaltate. I resoconti di Barzini, pubblicati a puntate sul Corriere della Sera, tennero l'Italia col fiato sospeso per due mesi, trasformando un'impresa sportiva in un evento popolare seguito da un pubblico enorme per l'epoca.

Un marchio torinese nell'epoca d'oro dell'automobilismo italiano

ITALA nacque e crebbe a Torino, nel cuore di quella che sarebbe diventata la culla dell'industria automobilistica italiana, in un'epoca in cui le corse su strada erano il banco di prova più severo per dimostrare l'affidabilità e le prestazioni di un'auto. Il trionfo della Pechino-Parigi resta il capitolo più celebrato della sua storia commerciale, quello che ancora oggi viene ricordato nei musei dell'automobile e nelle rievocazioni storiche dedicate al raid del 1907.

La rinascita: da leggenda a marchio di nuovo in listino

Dopo decenni di silenzio commerciale, il nome ITALA torna oggi sul mercato all'interno del progetto Historic Italian Brands, che punta a far rivivere marchi storici italiani con una filiera fortemente nazionale: design, sviluppo e componentistica pensati e realizzati in Italia, con l'obiettivo dichiarato di superare il 50% di valore prodotto in Italia su ogni vettura. Non un semplice recupero del nome per un'operazione di marketing, ma un piano industriale che comprende già una gamma futura di più modelli, pensato per accompagnare il marchio oltre il singolo lancio e dargli, questa volta, una presenza commerciale duratura.

La ITALA 35: cosa lega il presente al 1907

La ITALA 35, il primo modello della rinascita, misura 4,41 metri, monta un motore 1.5 turbo da 170 CV e 270 Nm con cambio automatico DCT a 7 rapporti, scatta da 0 a 100 km/h in 7,5 secondi e dichiara consumi di 6,8 l/100 km. La dotazione è full optional: pelle italiana e Alcantara in tre combinazioni, tetto panoramico in cristallo, connettività wireless per smartphone, telecamera a 360°, sistemi di assistenza alla guida di Livello 2 e parcheggio automatico, cerchi da 20" e sei colorazioni disponibili, oltre alla possibilità di personalizzazione con wrapping.

Non c'è continuità meccanica tra il motore che affrontò il deserto del Gobi nel 1907 e il turbo benzina di oggi — sarebbe disonesto suggerirlo — ma c'è continuità in un'idea: un'auto italiana che non si accontenta di essere uguale a tutte le altre.

Perché scoprirla da SVA Dakar?

Chi vuole conoscere da vicino l'eredità di un marchio che ha scritto una pagina di storia dell'automobilismo mondiale, e vedere come quella storia si traduce nella ITALA 35 di oggi, può farlo nelle sedi SVA Dakar in Romagna:

Ravenna: Via Trieste 235;
Bologna: Via Persicetana Vecchia 7/4, comoda anche da Modena;
Savignano sul Rubicone: Via Emilia Ovest 86, il riferimento per chi arriva da Forlì, Cesena e dalla riviera.

Vieni a scoprire la storia e il presente di ITALA: chiama lo 0544 289301 o scrivi su WhatsApp al 320 6453457. Alcune leggende meritano di essere viste da vicino.

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